Vi invito a distorcere e frammentare la vostra percezione della realtà, dipingerla con colori acidi, adottare punti di vista impensabili e, sopratutto, essere viscerali.Prendete i vostri pensieri e frantumateli, disponeteli a caso, guardate il mondo come da dentro una bolla di sapone, intrappolati in un caleidoscopio, come se mancasse una dimensione spazio-temporale o ce ne fossero altre mille..siate cannibali, mangiate le vostre emozioni, questa deve essere una scrittura puramente neuronale, nessun intervento della razionalità..
Fil Rouge [negli occhi, Dolls di Takeshi Kitano e Icaro di Moebius e Jiro Taniguchi] Come fare per tenerti accanto a me? Un filo rosso ci univa. L’ho spezzato, lo ricomporrò. Era un filo interiore che avvolgeva i nostri sguardi, i nostri gesti unendone i desideri. Era talmente naturale da apparire ovvio. Sciocco abbandonarlo, come in un ripetitivo gioco infantile, che si spera rimanga immutabile, sfidando le logiche terrene come i vestiti degli imperatori nei secoli.. Vedrai, ricostruiremo il tessuto dei nostri giorni, i sorrisi, le prime incomprensioni. E’ follia? Facciamolo credere al mondo intero. Ritagliamo una corda di seta rossa. Vedrai amore mio, sarà bellissimo. Fidati di me. Ma tu fuggi in una danza verso il nulla. Ti riprendo al volo.Ora è solo una catena, d’amore. Siamo viaggiatori di un’altra dimensione. Tutto ci è estraneo, tranne questo filo rosso che si rinforza di giorno in giorno, di stagione in stagione. Il mondo gira, il tempo scorre. Il filo si ingrossa, si torce, diventa una cima, che trasciniamo lentamente. Il marinaio ci ha guardato storcendo lo sguardo, la cima riannodata si spezzerà nella tempesta Il monaco ha abbassato la testa, ogni azione è compiuta solo se le sue conseguenze hanno svolgimento. Siamo due fantasmi erranti, due viandanti senza meta. Ormai vita e morte hanno lo stesso sapore vitreo, un colore che interseca di rosso i nostri vestiti, che entra negli sguardi di chi ci incontra. Non saremo come Orfeo ed Euridice, separati. Questo filo rosso ci terrà uniti. Ora i tuoi occhi nei miei: hai compreso. Non ci perderemo più. Non ti perderò.
Nascondo i ricordi in celle di memoria desuete. Il filo rosso che lega tutte le immagini tra loro è labile ma coerentemente logico. Come salvare dei files in aree riservate. Filo rosso come sangue, visioni notturne all'infrarosso, cadaveri intorno.
si tratta di parole, di ombre, e di vino: non voglio seguire il filo rosso non voglio tornare allo stesso pensiero così lineare che attraversa tutti i miei giorni voglio lasciarlo ingarbugliare voglio che diventi inestricabile e poi, perso in questo labirinto, potrò dimenticare il minotauro... non voglio seguire il filo rosso e lo nascondo con parole, con ombre, e con vino, stammi lontano stammi vicino non voglio - ma seguo il fil rouge a cui hai legato i momenti più belli è un inganno, perle di vetro, ma seguo lo stesso il pensiero il filo rosso talmente sottile che taglia la carne e le ossa e adesso anche se so che il vino è finito, le parole stanno finendo le ombre son sempre più corte continuo a seguirlo con te e alla fine del filo rosso come ogni volta lo sai, c'è la morte...